Ieri sera, martedì 16 giugno, il consiglio comunale di Sestri Levante ha preso una decisione significativa: è stata approvata, a maggioranza, la delibera che avvia l’iter per la chiusura dei codici meccanografici della scuola dell’infanzia Gianni Rodari di Santo Stefano del Ponte e della scuola primaria San Giovanni Bosco di San Bartolomeo della Ginestra. Questa chiusura avrà effetto dall’anno scolastico 2027-28.
“Il provvedimento si inserisce nel piano di riorganizzazione dei plessi scolastici cittadini approntato per far fronte al costante calo demografico che negli ultimi 10 anni ha fortemente ridotto la popolazione in età scolare, portando le nascite annuali ormai stabilmente sotto quota 100 (nel 2025 i nati sono stati 75 mentre da inizio anno a oggi i bambini nati a Sestri sono 31, ndr) – riferisce l’amministrazione comunale – calo demografico che, ripercuotendosi sulle iscrizioni, riduce l’organico del personale assegnato all’Istituto comprensivo cittadino dall’Ufficio regionale scolastico riducendo quindi anche il numero di classi che possono formarsi.”
Il sindaco Francesco Solinas ha sottolineato la consapevolezza delle precedenti amministrazioni riguardo al problema della denatalità. «Negli anni scorsi, in particolare l’ultima giunta, non ha preso misure adeguate per affrontare questa situazione – ha dichiarato Solinas –. Nonostante le evidenze, non sono stati fatti investimenti significativi né progetti per le due scuole che oggi vengono messe in discussione. Non siamo contenti di dover ridurre il numero di edifici scolastici, ma la chiusura dei codici meccanografici è un passo necessario, simile a quello già fatto in passato con altre scuole.»
Critiche dalle opposizioni
Le reazioni non si sono fatte attendere. I consiglieri comunali di minoranza, Marco Conti e Diego Pistacchi, hanno espresso forti critiche nei confronti della giunta Solinas. “È una decisione che segna la chiusura di due istituti scolastici amati dalle famiglie. La nostra proposta era di non far partire le iscrizioni per le prime classi, evitando così la chiusura”, hanno affermato. Secondo loro, la chiusura dei codici meccanografici non solo non porta a risparmi, ma rende impossibile riattivare le scuole in futuro, in caso di un aumento delle iscrizioni.
“Con la delibera approvata ieri, l’amministrazione ha ufficializzato una scelta politica che non possiamo accettare. Non si tratta di una semplice riorganizzazione, ma di una resa ai problemi demografici – hanno aggiunto i consiglieri del centrosinistra Marcello Massucco, Elisa Bixio, Gabriele Ovindo e Roberto Montanari. La chiusura di scuole significa indebolire i servizi educativi e inviare un messaggio negativo alle famiglie. Meno servizi per l’infanzia rendono la città meno attrattiva per i giovani.”
La decisione di chiudere le scuole è stata quindi vista come un passo indietro per la comunità di Sestri Levante, con rischi concreti di spopolamento e di ulteriore calo demografico. I consiglieri hanno chiesto un maggiore impegno per costruire un futuro migliore per la città, piuttosto che limitarsi a gestire il declino.