Sestri levante in crisi

Partito Democratico: “La scuola a Sestri Levante è nel caos”

Continua il dibattito sulla riorganizzazione scolastica nella città ligure

Partito Democratico: “La scuola a Sestri Levante è nel caos”

La riorganizzazione scolastica a Sestri Levante torna al centro del dibattito pubblico. La formazione della pluriclasse nel plesso della frazione di Santa Vittoria suscita speranze. Il dirigente dell’Istituto comprensivo Carlo Oneto ha ufficialmente richiesto all’ufficio scolastico regionale l’istituzione di una pluriclasse presso la scuola primaria Guglielmo Marconi per l’anno scolastico 2026-27. La scuola si impegna a fornire l’organico necessario, per quanto possibile.

Le critiche del Partito Democratico

Il Partito Democratico di Sestri Levante esprime forti critiche:

“Il piano di dimensionamento scolastico a Sestri sta diventando un vero e proprio terreno di scontro politico e sociale, grazie all’operato del sindaco. È paradossale che l’amministrazione comunale tenti di presentare come un trionfo il ‘salvataggio’ del plesso di Santa Vittoria con l’istituzione di una pluriclasse, scelta che rischia di rivelarsi un rimedio peggiore del male. Le famiglie della zona vivono un profondo scontento, disagi logistici e una marcata sensazione di mancato ascolto. La narrazione ottimistica della giunta si scontra con decisioni che, secondo genitori e residenti, appaiono più come uno smantellamento progressivo dei servizi educativi che come una strategia di sviluppo concreta. Dietro la questione di Santa Vittoria, i tagli e gli spostamenti pianificati stanno ridisegnando la mappa scolastica cittadina, con pesanti conseguenze per la vita quotidiana delle famiglie: la chiusura di San Bartolomeo, un presidio comunitario importante, priva la periferia di un punto di riferimento fondamentale. La creazione di tre prime in via Lombardia comporta un aumento della densità nel plesso, aggravando ulteriormente il traffico cittadino nelle ore di punta e riducendo l’accesso degli alunni a laboratori e servizi. La situazione della sede di Pila resta incerta, con problemi strutturali non risolti e mancanza di certezze sui tempi di trasferimento e sugli interventi di messa in sicurezza. La chiusura della scuola materna di via Marconi, avvenuta senza un adeguato dibattito, soddisfa solo l’amministrazione e non appare necessaria. Il sindaco e l’assessora alla scuola dimostrano di non avere una visione lungimirante. Gestire la rete scolastica non significa rispondere solo alle emergenze o limitarsi a ‘salvare il salvabile’ con soluzioni temporanee come le pluriclassi, né tantomeno liberare spazi scolastici per usi alternativi. Il piano presentato dall’amministrazione lo scorso novembre, che ha suscitato la protesta di centinaia di genitori e cittadini, è un disegno politico e non una visione, e viene attuato con la scusa di attribuire responsabilità ad altri. La città ha assistito a un continuo scaricabarile sulla direzione didattica e sull’ufficio scolastico regionale, mentre le richieste di dialogo dei genitori sono rimaste inascoltate. Una politica scolastica competente dovrebbe prevenire le chiusure, non favorirle, e dovrebbe proporre un’offerta educativa attrattiva, capace di attirare famiglie anche da fuori città. La scuola non è solo un costo da ottimizzare, ma un presidio sociale e culturale essenziale per il territorio. Invece di promuovere un dialogo costruttivo con i cittadini, l’amministrazione comunale ha scelto il silenzio e la politica del rinvio. Gestire una città e i suoi servizi fondamentali richiede ascolto, programmazione e la capacità di riconoscere che la tutela del diritto allo studio e della sicurezza degli studenti deve avere la priorità su qualsiasi calcolo politico.”