Durante l’anteprima tenutasi a Palazzo della Meridiana, si è discusso del Festival della Valle del Tempo, che quest’anno si estende anche ai Comuni di Avegno e Recco, oltre a Uscio, dove è stato originariamente fondato. Il direttore artistico, Riccardo Grozio, ha rivelato i nomi dei primi partecipanti, che alla fine saranno circa quaranta. Presenti anche Giovanni Boitano, rappresentante della Regione Liguria, e Ilaria Bozzo, consigliera delegata della Città Metropolitana, insieme ai sindaci di Uscio, Avegno e Recco, Giuseppe Garbarino, Franco Canevello e Luisa Capurro.
Ospiti e Attività del Festival
Il Festival prenderà il via nel pomeriggio del 25 settembre con una lectio magistralis di Guido Tonelli, fisico dell’Università di Pisa e del Cern. Il suo intervento, intitolato “Tempo. Il sogno di uccidere Chronos”, si preannuncia di grande interesse, considerando il suo contributo alla scoperta del bosone di Higgs. Già protagonista lo scorso anno al Festival della Scienza, Tonelli è atteso con grande curiosità.
Tra gli altri ospiti, Maurizio Maggiani presenterà il suo nuovo libro “Almanacco dei viventi” a Uscio, mentre Marcello Veneziani discuterà di “Quando Nietzsche e Marx si davano la mano” a Recco. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Negri, sarà presente a Recco con il suo libro “Non è mai troppo tardi”. Inoltre, a Recco sarà allestita una mostra intitolata “Il tempo sul muro, l’affascinante storia dei calendari”.
Masterclass di Scrittura Creativa
Avegno ospiterà due masterclass di scrittura creativa, condotte da Ester Armanino ed Emilia Marasco, esperte nel campo.
Grozio ha sottolineato che 11 associazioni locali parteciperanno attivamente all’organizzazione del Festival, contribuendo a iniziative collaterali. Si conferma quindi che il Festival della Valle del Tempo non è solo un evento, ma un progetto culturale che valorizza un territorio e la sua identità, ponendo il tempo al centro dell’attenzione.
Date e Attese
La rassegna si svolgerà dal 25 settembre al 4 ottobre, mentre l’8 giugno si celebreranno i 120 anni della Colonia Arnaldi. In queste occasioni, studiosi, ricercatori, artisti e scrittori saranno i protagonisti.
Quest’anno, con l’allargamento a Uscio, Avegno e Recco, l’evento punta a superare il record del 2025, quando si svolsero 23 appuntamenti in tre giorni, con 33 ospiti e 3.300 partecipanti, di cui il 90% ha affollato le sale, con numerosi eventi sold-out.
Come spiega Grozio, l’ampliamento non si limita alla geografia, ma evidenzia un radicamento più forte nel territorio, che, partendo dalla tradizione di orologi e campane, mira a valorizzare l’autenticità e la lentezza, per ritrovare il “tempo perduto”.
Il passaggio da FestivalTempo a Festival della Valle del Tempo riflette una visione più ampia: non è solo un evento, ma un progetto culturale che valorizza l’identità di un territorio unico, dove storia, artigianato e cultura si intrecciano da secoli.
In questo contesto, il tempo non è solo un argomento di discussione, ma rappresenta l’identità stessa, un racconto vivo che invita a rallentare e riscoprire una dimensione più autentica dell’esistenza.
In un’epoca caratterizzata dalla velocità, il Festival si propone come uno spazio di riflessione e di esperienza, invitando a fermarsi e a ritrovare quel “tempo perduto” sempre più necessario.