Critiche al bonus negozi

Conti e Pistacchi criticano il bonus per i negozi: insufficiente e poco utile

I consiglieri di opposizione mettono in discussione gli incentivi previsti per le attività commerciali nelle frazioni, evidenziando l'insufficienza dei fondi e l'assenza di una strategia efficace.

Conti e Pistacchi criticano il bonus per i negozi: insufficiente e poco utile

I consiglieri comunali Marco Conti e Diego Pistacchi hanno espresso forti critiche nei confronti della misura proposta dalla giunta di Francesco Solinas, riguardante il cosiddetto “bonus negozi”. Secondo l’opposizione, le risorse stanziate sono inadeguate e non rispondono alle reali necessità del commercio locale. Inoltre, viene sottolineata l’assenza di una strategia concreta per sostenere le attività di prossimità e contrastare lo spopolamento.

Purtroppo non è uno scherzo. La giunta Solinas annuncia trionfale incentivi fino a 2.000 euro ai negozianti che tengono aperto o aprono nuove attività nelle frazioni.
E mette a disposizione risorse per complessivi 4.000 euro. Sì, quattromila, non manca per sbaglio almeno uno zero. L’amministrazione non ce la fa proprio a immaginare di fare un investimento serio, persino le buone idee altrui le scopiazza male pur di risparmiare. Sostenere negozi di prossimità laddove si rischia lo spopolamento è una misura valida, che molti Comuni adottano.
Regione Liguria punta molto in questo senso sui piccoli centri dell’entroterra. Sestri Levante però copia solo l’idea, i soldi non ce li mette. Per rendere l’idea, la Regione garantisce ai negozianti che ristrutturano le proprie attività nei piccoli borghi fino al 40% delle spese a fondo perduto, oppure 300 euro al mese (al mese, non in totale) per cinque anni, per pagare l’affitto.
Sestri, che ha chiuso il bilancio con un avanzo libero di tre milioni di euro, invece dimostra tutto il suo ormai proverbiale braccino corto. Già chiedere a un negoziante di tenere aperto almeno cinque anni (impegno da assumersi per ottenere il bonus) a fronte di un sostegno di massimo 2.000 complessivi euro, è una presa in giro. Davvero Solinas pensa che un commerciante scelga di tenere aperto, nonostante le difficoltà, solo grazie ai 400 euro l’anno (33 euro al mese) del Comune? Non ci paga neppure l’olio per ingrassare la saracinesca. Chi amministra Sestri non sa cosa significhi avere un’attività e offende chi davvero fa sforzi ogni giorno per andare avanti. Anche ammesso e non concesso che qualcuno chieda il bonus, con i fondi messi a disposizione, solo in due potranno avere il beneficio. Come si fa? A sorteggio? A chi arriva primo? Tutti si dividono ancora meno spiccioli?
Il timore è che in realtà i fondi non si dimostrino un incentivo a tenere aperto, ma una mancetta a chi manderebbe avanti la propria attività comunque. La cosa grave è che quanto sia assurda la manovra annunciata dalla giunta Solinas l’ha capito persino il consigliere Smeraldi, che in aula ha tuonato contro questa misura. Con la coerenza che lo contraddistingue, ha però solo fatto uno show in consiglio, accusando addirittura l’opposizione di aver ispirato l’idea, ma poi ha sempre votato tutto ciò che la sua maggioranza propone, compreso quello che ha definito uno spreco di denaro.