8 marzo

A Uscio quasi 230 scarpe rosse per la Giornata Internazionale della Donna

La Sala Consiliare del Comune ha ospitato la tavola rotonda "Oltre la Mimosa - il difficile cammino delle donne verso la parità".

A Uscio quasi 230 scarpe rosse per la Giornata Internazionale della Donna

Quasi 230 paia di scarpe rosse adornano la scalinata della chiesa di Uscio, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

 

Un messaggio di riflessione

Scarpe da lavoro, scarpe vissute, scarpe che hanno condiviso il nostro cammino quotidiano. Oggi, queste calzature, dipinte di rosso, invitano al silenzio e alla riflessione.

 

Questa mattina, Uscio ha presentato un’installazione significativa, frutto del lavoro del Museo Diffuso dell’Orologio da Torre e del Centro Antiviolenza Martina Rossi di Recco Per Non Subire Violenza – da Udi. L’evento è stato accompagnato dalla mostra fotografica “Le Panchine Rosse del Golfo Paradiso”, curata da Claudia Oliva e Francesca Cavallini.

 

Tra le scarpe rosse, spiccano anche le calzature antinfortunistiche, simbolo delle donne che lavorano in cantieri, magazzini e in tutti quei luoghi dove la fatica è fisica e spesso invisibile. Questa categoria, fino ad ora assente nella rappresentazione delle scarpette rosse, trova finalmente il suo spazio.

 

Presenti per la Città Metropolitana di Genova, la Consigliera delegata Ilaria Bozzo, ha sottolineato la necessità di perseguire una reale parità di genere, evidenziando l’importanza di praticare questo impegno quotidianamente. In occasione dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne, ha richiamato l’attenzione su dati preoccupanti riguardanti le rappresentanze civiche e professionali, insieme al persistente divario salariale tra uomini e donne. L’otto marzo deve trasformarsi in una pratica culturale costante.

 

Contemporaneamente, la Sala Consiliare del Comune di Uscio ha accolto la tavola rotonda “Oltre la Mimosa – il difficile cammino delle donne verso la parità”, che ha visto la partecipazione di diverse voci, dalla politica locale alla letteratura, dall’associazionismo alla cultura. Tutti uniti da un obiettivo comune: non basta celebrare, è necessario cambiare.

 

Oggi, Uscio ha dimostrato che il tempo del rispetto, come recita il titolo della mostra, non è un futuro lontano. È adesso.