«Pericoli di naufragio amministrativo e allagamenti a Chiavari»: questo è l’allerta lanciato da Davide Grillo (Impegno Comune) e Alessandro Calcagno (Vola Chiavari) riguardo alla situazione delle difese a mare.
Analisi della situazione
«Per mesi ci è stato detto che tutto seguiva il cronoprogramma, con qualche ritardo causato da eventi atmosferici. Tuttavia, la realtà emersa ieri in commissione consiliare offre un quadro ben diverso, caratterizzato da possibili inadempienze che gravano sul futuro delle nostre spiagge e del nostro litorale, molto più dei macigni gettati in mare.
Il Direttore dei Lavori ha riconosciuto di non aver mai dovuto inviare un numero così elevato (18!) di ordini di servizio per richiedere la corretta esecuzione dell’opera in tanti anni di attività sul territorio.
Questo ha messo in luce una gestione problematica dei lavori, fino ad ora celata alla città e al Consiglio Comunale. Sono emerse criticità progettuali, tecniche ed economiche che persistono da quasi due anni e che ora non possono più essere ignorate, con il rischio concreto di compromettere la tenuta dell’intero appalto.
I gruppi Impegno Comune e Vola Chiavari evidenziano un’importante preoccupazione: l’assenza di un cronoprogramma che consenta di ipotizzare anche solo la conclusione dei lavori della seconda cella, attualmente in uno stato di avanzamento di poco superiore al 50%.
L’eventualità di risolvere il contratto con l’impresa attualmente coinvolta nei lavori creerebbe uno scenario di totale paralisi, con conseguenze difficilmente prevedibili.
Temiamo che la sicurezza del litorale possa essere compromessa a causa di un cantiere “a cuore aperto”, con lavori parzialmente completati e un contenzioso legale all’orizzonte che potrebbe trasformarsi in un danno per l’intera comunità chiavarese.
Questa incertezza si riflette sulla sicurezza delle nostre coste, in particolare a Preli, dove i massi delle barriere sono stati abbattuti. Ci si chiede se quella zona sia effettivamente protetta o se la città stia pagando per un’opera che, alla prima prova del mare, potrebbe rivelare fragilità inaspettate.
Nel frattempo, il tema del ripascimento e dei costi rimane avvolto nel mistero. Non è chiaro quando inizieranno i lavori, quali spiagge saranno coinvolte e se il materiale utilizzato sarà adeguato a ripristinare il decoro e la fruibilità del litorale dopo mesi di disagi.
L’estate si avvicina e Chiavari non può permettersi di affrontare la stagione balneare tra cumuli di massi e incertezze procedurali. È fondamentale che chi amministra la città si assuma la responsabilità di quanto accaduto e illustri ai cittadini le soluzioni che intende attuare per prevenire il naufragio di un progetto strategico, che rischia di diventare una ferita aperta a causa di omissioni e mala gestione.»