In seguito all’operazione di cattura e abbattimento di una famiglia di cinghiali avvenuta il 25 marzo nel torrente San Francesco a Rapallo, è stato costituito un Comitato spontaneo per la salvaguardia della fauna selvatica. L’iniziativa è promossa dalla Task Force Animalista, in collaborazione con cittadini e associazioni locali. Contestualmente, l’avvocato Daniela Russo ha avviato una richiesta di accesso agli atti per chiarire la legittimità dell’intervento, mentre un corteo di protesta è programmato per il 18 aprile, con partenza dalla stazione e arrivo al municipio.
La nascita del Comitato
“Il legame affettivo per una famiglia di cinghiali innocui, che viveva serenamente nell’alveo del Torrente San Francesco, ha portato alla creazione del Comitato Spontaneo del Torrente San Francesco per la Tutela della Fauna Selvatica. Il gruppo è composto da numerosi cittadini di Rapallo, Genova, turisti e diverse associazioni protezionistiche, tra cui la Task Force Animalista e Gaia Animali e Ambiente. Le referenti del Comitato sono Carolina Sala, Anna Maria Elisa Vagliasindi e Giordana Giranti.
Camogli, 7 aprile 2026: La mattina del 25 marzo 2026, si è svolta un’operazione di cattura e presunto abbattimento di una famiglia di cinghiali, giustificata dalla vigilanza faunistica come intervento per prevenire la peste suina africana (PSA). Le immagini registrate dai cittadini durante l’operazione evidenziano gravi maltrattamenti. Tra i cinghiali catturati, vi erano due madri, una delle quali incinta, e i loro piccoli, soggetti a violenze da parte degli operatori. Questi ultimi, privi delle necessarie protezioni di biosicurezza, hanno sedato gli animali e li hanno collocati in sacchi, trascinandoli nel torrente, con il rischio di contaminazione. Una delle madri, non completamente sedata, ha tentato di fuggire ed è stata colpita da proiettili, come percepito dai presenti. L’operazione si è svolta sotto gli occhi attoniti di passanti, compresi minori, danneggiando la loro sensibilità e contribuendo alla formazione del Comitato.
Richieste del Comitato
Documenti video e fotografici forniti dai testimoni mostrano anche sacchi di rifiuti abbandonati, che alimentano la fauna selvatica e la catturano in una trappola mortale. I membri del Comitato, tra cui le tre referenti, chiedono di “graziare” Pierino, l’unico esemplare riuscito a salvarsi, e di proteggere tutti gli animali che potrebbero tornare nel Torrente San Francesco. Inoltre, richiedono la chiusura del varco che collega il fossato al mare, un’azione sollecitata senza successo dai cittadini nei confronti del Comune di Rapallo.
Il Comitato propone un piano regionale di sterilizzazione, più gradito alla comunità e sostenuto da evidenze scientifiche. Si attende anche un intervento del Comune per la pulizia dell’area e la sicurezza del fossato, affinché gli animali non diventino un problema e si evitino operazioni simili in futuro. Il Comitato ricorda l’incidente avvenuto all’Ospedale San Martino di Genova, dove piccoli cinghiali sono stati rinchiusi in sacchi, e l’episodio in cui un operatore ha maltrattato una cinghiala cieca prima della cattura. Per questi motivi, il 18 aprile alle ore 10.00 partirà un corteo da Piazza Molfino (Stazione FS) a Rapallo, con destinazione Piazza delle Nazioni, in segno di protesta contro la strage di animali selvatici in Liguria.