L’Ufficio del Procuratore pubblico europeo (EPPO) di Torino ha smantellato una rete di contrabbando di tabacco operante tra Italia, Francia, Polonia, Svizzera e Regno Unito. L’operazione, coordinata e realizzata il 24 marzo, ha portato a diversi arresti e al sequestro di oltre 40 tonnellate di prodotti del tabacco illegali.
Avvio dell’indagine
L’indagine è iniziata con l’analisi di movimenti sospetti di container al porto di Genova, che ha permesso di individuare un’organizzazione criminale transnazionale con base operativa nel Regno Unito e collegamenti in Europa, Africa e Asia.
Le indagini hanno rivelato che il tabacco veniva dichiarato come proveniente da Armenia, Dubai (EAU) e Spagna, entrando in Italia tramite il porto di Genova, utilizzando rotte marittime e commerciali studiate per eludere i controlli doganali. Queste rotte attraversavano Georgia, Kenya, Paesi Bassi e Turchia, nascondendo così la reale origine della merce illegale. L’organizzazione aveva creato una rete di complici in questi Paesi, con le sigarette destinate al mercato nero in vari Stati europei.
Una società situata nell’area di Genova gestiva le notifiche di spedizione nelle procedure doganali, evitando le ispezioni. Questa stessa società forniva magazzini nella provincia di Alessandria, vicino al porto, per lo scarico e lo stoccaggio del tabacco di contrabbando, oltre a materiali utilizzati per coprire il carico illecito.
Le merci venivano dichiarate come materiali da costruzione per nascondere le scatole di sigarette, e si impiegavano doppi fondi nei container per occultare il tabacco.
Per camuffare l’identità dei destinatari nei documenti doganali, uno specialista informatico della Campania creava e gestiva siti web ed email falsi. L’organizzazione utilizzava anche piattaforme di comunicazione criptate per eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Arresti e sequestri
Su richiesta dell’EPPO, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova ha disposto la custodia cautelare per cinque sospettati, arrestati in Italia, Regno Unito e Polonia, e ha disposto il sequestro di beni per circa 2,5 milioni di euro.
Durante le operazioni al porto di Genova, erano già state sequestrate circa 41 tonnellate di sigarette, causando una perdita stimata per dazi doganali, accise e IVA superiore a 10 milioni di euro. Il valore di mercato in Italia della merce sequestrata è stimato intorno ai 15 milioni di euro, cifra che avrebbe potuto raddoppiare o triplicare se fosse giunta a destinazione.
L’indagine ha ricevuto supporto dalla rete operativa antimafia internazionale @ON e da Europol, nonché dalle autorità nazionali, evidenziando l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità organizzata. Significativa è stata anche la collaborazione con le autorità britanniche (HM Revenue e Customs) e svizzere (Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini).
Tutte le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a prova contraria dinanzi alle competenti autorità giudiziarie italiane.
La European Public Prosecutor’s Office (EPPO) è un ufficio di procura indipendente dell’Unione europea, responsabile delle indagini, dell’azione penale e del rinvio a giudizio dei reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE.
Principali partner e autorità nazionali coinvolti:
• Europol
• Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP)
• Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Genova
• Guardia di finanza di Genova
• Sezione Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Genova
Regno Unito:
• Metropolitan Police Service
• HM Revenue and Customs
Polonia;
• Unità per i reati economici di Varsavia e Kielce
Francia;
• Autorità doganale di Parigi (Douanes de Paris)
Svizzera;
• Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (FOCBS / BAZG)