Era stato regolarmente iscritto dalla sua squadra, la Wilier Triestina Selle Italia, ed avrebbe dovuto indossare il dorsale n° 34. Luca Raggio il 23enne ciclista professionista di Coreglia Ligure aspettava con ansia la giornata di domenica prossima quando nella riviera di ponente si correrà la 55^ edizione del Trofeo Laigueglia una delle più prestigiose corse del calendario internazionale.

All’ultimo il ds Amoriello ha fatto scelte tecniche diverse, ad indossare il dorsale 34 sarà un suo compagna di squadra

Per Raggio si trattava dell’esordio in Italia, nel ciclismo che conta. Soprattutto nella sua regione dove le possibilità non sono poi molte. Oltre il Laigueglia rimane la Milano – Sanremo e il Giro dell’Appennino. Si era allenato con determinazione lungo le strade del Tigullio, voleva fare bella figura davanti ai suoi tifosi che in tanti erano pronti a seguirlo ed applaudirlo sulla salita del Testico e del Colla Micheri. All’ultimo momento il direttore sportivo Luca Amoriello ha fatto scelte tecniche diverse, ad indossare il dorsale 34 sarà un suo compagna di squadra. Nel mondo del ciclismo succede. La regola numero uno per i giovani ciclisti neoprofessionisti è una sola, accettare sempre di buon grado gli ordini di scuderia. In Fontanabuona era di casa un certo Giuseppe Garibaldi, uno abituato a dire “obbedisco”. Raggio ha fatto lo stesso, la stagione è agli inizi ed avrà modo di far valere le sue indiscutibili doti. Forse non partecipare al Laigueglia può essere utile, i giovani talenti vanno preservati. L’appuntamento è solo rimandato di pochi giorni