La sezione Anpi di Casarza Ligure risponde direttamente al polverone suscitato dal respingimento della mozione antifascista, anche da essa perorata, presentata in consiglio comunale il 31 gennaio.

Mozione “antifascista”, la polemica a Casarza

La bocciatura della mozione “antifascista”, ad immagine e somiglianza di quella ormai celeberrima sestrese, presentata a Casarza Ligure dalla minoranza consiliare il 31 gennaio scorso, ha fatto molto discutere. Così come lo scambio di accuse fra l’Anpi – presente ad assistere alla discussione per poi in gran parte abbandonare l’aula in segno di protesta a bocciatura avvenuta – ed il Sindaco Stagnaro, che ne ha tacciato per tale reazione il comportamento “irrispettoso della democrazia”. Oggi la sezione casarzese dell’Associazione Partigiani interviene con un comunicato – che riportiamo integralmente – nel merito, sottolineando le proprie ragioni ed i motivi per i quali la contromozione proposta dalla maggioranza del Comune della Val Petronio ed approvata all’unanimità non la soddisfi.

L’Anpi: «La contromozione manca di perorare la vocazione antifascista perorata a parole dalla maggioranza»

Premesso che è sempre stato nostro costume esporre il nostro pensiero nelle sedi adeguate e nei modi opportuni, ci vediamo costretti a venirne meno rispondendo pubblicamente alle sollecitazioni pervenuteci da più parti in merito ai lavori del Consiglio Comunale di Casarza Ligure del 31 gennaio.
Tutti siamo a conoscenza che, in seguito al preoccupante proliferare di atti e fatti intollerabili avvenuti in gran parte della penisola compreso il Tigullio, l’Anpi nazionale lanciava un invito al fine di porre un freno a quei gruppi che, inspirandosi alla dottrina nazifascista, professano e praticano comportamenti fascisti, razzisti, xenofobi e omofobi.
L’opposizione in consiglio comunale, facendo proprio tale appello, ha dunque presentato la mozione “Valori della Resistenza Antifascista e dei Principi della Costituzione Repubblicana” con la richiesta di vietare spazi pubblici a queste formazioni e contemporaneamente l’adeguamento del regolamento comunale su tale materia.
Pochi giorni dopo appariva su Facebook la netta presa di posizione negativa da parte di un consigliere comunale nonché regionale di Forza Italia supportata e motivata da disquisizioni giuridiche.
Seppur sconcertati, il nostro direttivo stilava un comunicato che invitava tutte le forze democratiche liberamente elette ad assumere una posizione unitaria, seria, sincera e concreta seguendo l’esempio di altri comuni.
La suddetta mozione veniva respinta ed il gruppo consigliare di maggioranza ne poneva in votazione una propria : “Principi della Costituzione e dell’Ordinamento Giuridico”, approvata all’unanimità, la quale, pur vietando spazi pubblici ed estendendo l’illegalità anche a gruppi terroristici, violenti ed integralisti, mancava di far proprio: il riferimento alla storia e alle radici antifasciste della nostra comunità, la ferma condanna dei recenti episodi eversivi, l’adeguamento del regolamento comunale ma soprattutto perdeva l’occasione di attuare concretamente la fede democratica e antifascista perorata con tanta enfasi, durante il consiglio comunale, dai membri della maggioranza.
Le azioni filofasciste degli ultimi mesi, si pongono da sole fuori dell’ambito costituzionale e pertanto sono reati, quindi non sono ammissibili cedimenti e distinguo quando si tratta della difesa della libertà e della democrazia.
Dopo la bocciatura della mozione della minoranza, parte della delegazione Anpi abbandonava l’aula manifestando così il proprio dissenso, lasciando comunque una rappresentanza, tra cui i due partigiani combattenti, sino a fine lavori.
Concludiamo auspicando vivamente che i nuovi parlamentari sappiano applicare in pieno, con volontà, fermezza ed unità d’intenti ciò che la nostra costituzione e le leggi prevedono in merito.