Claudio Muzio risponde a Telchime ed al Partito Democratico in merito alla bocciatura della «mozione antifascista» a Casarza Ligure: per lui è «una strumentalizzazione».

«Strumentalizzazione a fini elettorali»

«Il Partito Democratico sta strumentalizzando un valore universale qual è l’antifascismo, sbattendolo in faccia agli avversari politici come elemento divisivo in funzione elettorale. La Costituzione e la normativa vigente già consentono di impedire lo svolgimento di manifestazioni pubbliche qualora le associazioni e le forze politiche che le promuovono vìolino la legge penale o mettano a rischio la pubblica sicurezza e l’incolumità pubblica, come recitano gli articoli 17 e 18 della Costituzione stessa. Per questo ieri sera, in Consiglio Comunale a Casarza Ligure, come gruppo di maggioranza abbiamo rifiutato di assecondare la richiesta del PD di inserire nel Regolamento Comunale una norma finalizzata a subordinare la concessione di suolo pubblico ad una esplicita dichiarazione di antifascismo: sarebbe stato un atto privo di fondamento giuridico, come ha di recente affermato il prof. Lorenzo Cuocolo, autorevole costituzionalista di certo non ascrivibile alla nostra parte politica». È quanto dichiara Claudio Muzio, nella sua veste di consigliere comunale di maggioranza a Casarza Ligure.

«Ricordo – prosegue Muzio riprendendo ancora le parole del prof. Cuocolo – che “è proprio anche in seguito all’esperienza del periodo fascista che la nostra Costituzione è attentissima a garantire a tutti la libertà di manifestare il proprio pensiero”, finché ciò, come detto, rientra nei limiti fissati dalla legge penale. Se si rispetta la Costituzione, la si rispetta sempre e integralmente, e non a giorni alterni e secondo le convenienze del momento, come invece fa il Partito Democratico a Casarza Ligure e non solo».

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«Per tutti questi motivi – spiega il consigliere di “Casarza è di tutti” – abbiamo detto no all’uso strumentale dell’antifascismo sotteso alla mozione del PD. Noi siamo convintamente antifascisti e allo stesso modo rifiutiamo ogni forma di totalitarismo che neghi e calpesti la dignità dell’essere umano. Per noi la democrazia è un principio non negoziabile, così come la libertà di espressione e di manifestazione del proprio pensiero: la scheda elettorale con tutti i suoi simboli, che propugnano idee anche contrapposte, è la sintesi dei valori per cui ha lottato chi ha resistito al fascismo».

«Per questa nostra presa di posizione – conclude Muzio – ci siamo sentiti dire che siamo indegni. Il PD non è titolato a rilasciare patenti di democrazia o dignità politica, e da loro non prendiamo lezioni. Non saranno certo queste accuse a scalfire quelli che sono i nostri convincimenti in tema di libertà e democrazia».