Sono le dieci di domenica mattina quando Roberto Bagnasco raggiunge la sezione 6 al seggio delle Antola. Nei corridoi, decine di rapallesi gli rivolgono parole di incoraggiamento, augurandogli di centrare quel risultato storico che in fondo era già stato scritto a caratteri cubitali dai maggiorenti del centrodestra nel momento stesso in cui gli hanno assegnato il ruolo di capolista del collegio uninominale 5. Salvo cataclismi, il successo era scontato. E così è stato: con 68.491 voti ottenuti (pari al 41,48% dei voti validi dell’intero collegio) Bagnasco ha sbaragliato gli sfidanti conquistando un seggio alla Camera nella XVIII legislatura.

Da qui in avanti ha inizio una giornata di interminabile attesa, culminata negli uffici della Regione Liguria dove insieme al governatore Giovanni Toti, ha esaminato i primi exit poll e i risultati definitivi. «Non è stato uno scrutinio emozionante. In fondo, c’erano due alternative: i risultati potevano essere solo buoni o buonissimi». Un esito atteso, insomma… «Me lo aspettavo, ma non con simili proporzioni, particolarmente positive, soprattutto a Levante». Dati che a Rapallo proiettano Forza Italia oltre il 20 percento, ben al di sopra della media ligure e nazionale.

Un briciolo di scaramanzia tuttavia non guasta, come testimoniavano le calze tempestate da cornetti scacciaguai, sfoggiate da Bagnasco durante le operazioni di scrutinio. «Si, sono abbastanza scaramantico, lo ammetto, ma la vera tensione l’ho vissuta prima ancora del voto». Quando ancora la sua candidatura era lungi dall’ufficializzazione e si davano per scontati nomi roboanti di assessori e consiglieri regionali di peso. «Il 5 era un collegio ambito, che poteva e doveva essere vinto». Per farsi strada tra i competitor «ho battagliato fino alla fine, facendo notare che ci voleva un candidato del territorio. E poi ribadendo i miei trascorsi politici che potevano rappresentare una garanzia». Ottenuta la nomina, la corsa sul velluto. La prima telefonata da onorevole in pectore? «È stata ovviamente a mio figlio, che sento una trentina di volte al giorno e che mi ha sostenuto tantissimo in questa importantissima sfida politica».

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Entrato in Forza Italia un paio d’anni dopo la sua fondazione, Bagnasco è tra i politici liguri più fedeli al partito. Come valuta il sorpasso della Lega? «Siamo contentissimi del risultato raggiunto dalla coalizione, alla quale abbiamo partecipato convintamente. Credo tuttavia che in seno al partito debba verificarsi un rinnovamento. Partendo dal presupposto che il Presidente è il Presidente, ritengo ci sia bisogno di introdurre volti nuovi, giovani e brillanti. Forza Italia è rimasta forse un po’ ancorata alle origini, ha bisogno di rinnovare non solo le persone ma anche i contenuti e messaggi più incisivi, meno sulla difensiva».

Quali saranno le battaglie prioritarie che intende condurre per il territorio che l’ha eletta? «Innanzitutto partirò da uno stretto collegamento con tutti i sindaci del collegio di qualsiasi colore o credo politico essi siano. Tra le priorità per cui mi voglio battere c’è sicuramente il potenziamento delle infrastrutture per Genova e la Liguria, troppo spesso lontana dal mondo. L’aeroporto è insufficiente così come la velocità dei collegamenti ferroviari. Quanto ai problemi dei piccoli comuni credo si possa fare tanto. Le necessità delle singole amministrazioni, inquadrate su scala nazionale, sono talmente ridotte che anche con poco si potrà risolvere tanto. E per questo, prometto di stare col fiato sul collo di uffici e commissioni».