Divieto di concessione di spazi pubblici a manifestazioni di stampo neofascista: aderiscono anche Camogli e la “forzista” Rapallo.

Rapallo e Camogli antifasciste

Anche Rapallo e Camogli hanno aderito alle misure di cui è stata apripista Sestri Levante con la sua «mozione antifascista», che nega la concessione di spazi pubblici ad associazioni e organizzazioni di matrice neofascista. A Camogli l’adesione è stata attraverso una delibera di giunta, mentre a Rapallo si è votata in consiglio la mozione vera e propria: approvata da tutti con la sola plateale eccezione del capogruppo Giorgio Tasso, che ha abbandonato l’aula al momento del voto. In sua assenza si è dunque comunque in sostanza raggiunta l’unanimità, per la soddisfazione dell’ANPI.

Quella di Rapallo non è certo un’Amministrazione “rossa” – anzi, espressa dai due Bagnasco, padre e figlio, l’anima politica rapallese resta più che mai di centrodestra – eppure non batte ciglio ad approvare la talvolta tanto contestata mozione. Come del resto parrebbe naturale: sarà forse pleonastica – l’apologia del fascismo è già un reato per legge nazionale – ma rimarcare anche a livello locale un principio fondante della Costituzione dovrebbe essere cosa facile. Eppure non lo è stato per tutti i Comuni, per risonanza mediatica del caso primo fra tutti probabilmente quello di Casarza Ligure, dove la mozione è stata rigettata e sostituita da una più generica, senza riferimenti espliciti al neofascismo.