Il potere evocativo e musicale delle parole, la suggestione di alcune pagine di letteratura, la profondità di significato di testi immortali. Tutto questo, può accadere, venga mortificato o ancor peggio vanificato da una lettura non adeguata, incapace di attivare le reazioni a catena, che il nostro strumento vocale, applicato alla lettura, è in grado di innescare… Sarebbe sufficiente imparare ad usare lo strumento! Ecco allora che a Chiavari la Biblioteca della Società Economica ovvero il suo responsabile, Enrico Rovegno, ha pensato di mettere a punto un progetto in grado di sviluppare la capacità di ogni lettore. E’ nato così il corso di lettura a voce alta “Ad alta voce” che partirà il prossimo 22 gennaio.

Iscrizioni entro il 20/01/2018 presso la Biblioteca (mail biblioteca@societaeconomica.it; tel. 0185 363275). Il corso sarà interamente gratuito per gli studenti, mentre per tutti gli altri è prevista una quota di iscrizione di 25 euro.

Le modalità del corso, raccontate da Rovegno

«Il corso si articolerà in un gruppo di 5 lezioni di metodo e proposte di lavoro, alternate con una serie di 5 laboratori, per un totale di una decina di incontri. Docente sarà Maurizio (Miro) Gatti (formatore teatrale accreditato presso il MIUR). Le lezioni si terranno nella sala di lettura della Biblioteca a partire da lunedì 22 gennaio, ogni lunedì, dalle 17 alle 18.30. Il corso sarà dedicato in modo particolare a tutti gli studenti e insegnanti delle scuole medie e superiori, ma sarà aperto a tutti i lettori interessati».

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Il docente, Miro Gatti, fa parte di un elenco di formatori teatrali che la FITA ha messo a disposizione del MIUR tramite convenzione e accreditamento, e ha specifici studi (con Lea Ansaldo, con Zbygnew Cynkutis e altri del teatro Laboratorium di Wroclaw (Grotowski) e sul metodo di Orazio Costa Giovangigli.

Prosegue ancora Rovegno: «Da molto tempo desideravo realizzare una iniziativa di questo genere. La lettura ad alta voce è spesso affidata nelle scuole a insegnanti che, pur facendo magari del loro meglio, appiattiscono qualsiasi testo, rendendo l’ascolto un’esperienza noiosa e non aiutando per nulla a catturare la bellezza delle parole. Peggio ancora quando la lettura viene invece affidata agli allievi, che nessuno ha preparato in modo specifico, e spesso hanno difficoltà di comprensione, per cui Tanto gentile e tanto onesta pare assomigliare alla lista della spesa o agli ingredienti di una ricetta. Questa pratica contribuisce di fatto al massacro della letteratura, che, soprattutto a scuola, viene seppellita in mezzo a nozioni spesso inutili, soffocando la poesia con griglie e pagine di analisi, calando i capolavori dall’alto e non consentendo di fatto ai poveri studenti di entrarci dentro, di farne una esperienza umana che li arricchisca».