A stabilirlo la Corte di Appello civile di Genova per la tragedia avvenuta a Santa Margherita Ligure nel settembre 2005

La tragedia del varo di Santa Margherita del 2005

Era il 24 settembre 2005, quando si stava calando in mare per un varo, uno yacht di circa 20 metri. Una puleggia si spaccò dentro al cantiere della società Costruzioni navali srl di Santa Margherita Ligure. In quel momento, la puleggia stava reggendo un cavo metallico che passò in mezzo alla folla e colpì sei persone. Due di queste morirono mentre le altre quattro rimasero ferite. Oggi, dodici anni e mezzo dopo, la Corte di Appello civile di Genova, secondo quanto riferisce l’edizione odierna del Secolo XIX, ha approvato i risarcimenti agli eredi delle persone scomparse e a quelle ferite.

Le compagnie assicurative hanno pagato 2.7 milioni di euro

Le assicurazioni dei cantieri navali pagarono circa 2,7 milioni di euro alle famiglie delle persone scomparse e a quelle ferite, dopo la sentenza di primo grado. La sentenza, però, fu impugnata, sostenendo che la polizza accesa dalla ditta non coprisse il caso in questione, perché l’azienda non aveva rispettato le norme di sicurezza e verificato la tenuta dei sistemi per il varo. La prima sezione civile però ha ritenuto che la polizza fosse valida anche per questa tragedia. Con il secondo giudizio espresso, si attende la possibilità, per le due società assicurative, di presentare ricorso in Cassazione.

Leggi anche:  Commerciante denunciato per spaccio a Rapallo

I feriti e le persone scomparse nella tragedia

Nella tragedia, morirono sul posto di lavoro, il motorista sammargheritese di 47 anni Gianfranco Bisso, e il 58enne comandante dell’imbarcazione, il portofinese Giuseppe Rosselli. Il cavo ferì gravemente il 41 enne Heike Opitz, residente a Genova ma di origine tedesca e il tecnico navale di Riva Trigoso, Gabriele Ciuffradi di 45 anni. Feriti in maniera meno grave infine l’elettricista 35 enne di Lavagna Emilio Antireno e la compagna Raffaella Onorato di 33 anni.