La scientifica di Torino analizza i reperti raccolti sul luogo del delitto Olivieri, nella ricerca di tracce del dna dell’assassino.

Le indagini scientifiche

Ad analizzare i reperti raccolti dalla squadra mobile di Genova sul luogo del delitto di cui è stato vittima Antonio Olivieri, a Sestri Levante, saranno i colleghi della polizia scientifica di Torino: obiettivo trovar tracce del dna dell’assassino. Se infatti il presunto assassino, Paolo Ginocchio, compagno 45enne dell’ex moglie di Olivieri, Gesonita Barbosa, ritenuta mandante, è già in carcere inchiodato dalle riprese delle telecamere che posizionano la sua auto sul luogo del delitto, la prova scientifica cancellerebbe ogni restante, proverbiale ragionevole dubbio, permettendo alla magistratura di imbastire un processo a prova di bomba.

Ancora atteso il nullaosta per i funerali

A spiegarlo è il Secolo XIX di stamane: e questo spiega anche perché la salma del 50enne Olivieri resti ancora a disposizione delle autorità e non sia stato ancora emanato il nullaosta che ne permetterebbe i funerali e la sepoltura: l’autopsia è già stata effettuata, ma prima di dare il via libera a funerali e sepoltura è necessario avere la certezza che gli investigatori della scientifica non possano avere necessità di effettuare ulteriori rilevamenti sulla salma di Olivieri.

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Continuano anche le ricerche dell’arma del delitto: se infatti sul corpo di Olivieri si sono ritrovate le fascette da elettricista con cui è stato strangolato, manca all’appello l’oggetto contundente con il quale il sestrese è stato colpito ripetutamente alla testa. Colpi che sono stati la causa del decesso prima dell’ormai superfluo strangolamento, ed arma che, anch’essa, potrebbe contribuire alla costruzione dell’impianto accusatorio nei confronti di Ginocchio.