La salma di Antonio Olivieri, l’imbianchino ucciso il 23 novembre scorso a Sestri Levante, resta a disposizione degli inquirenti.

Omicidio Olivieri, proseguono le indagini

Le indagini sull’omicidio di Antonio Olivieri, l’imbianchino 50enne trovato morto in uno scantinato a Sestri Levante lo scorso 23 novembre, proseguono silenziosamente. Non vi sono infatti ad oggi importanti novità se non il significativo fatto – come riporta (e ricorda) stamane il Secolo XIX – che ancora non è stato rilasciato il nulla osta per i funerali: i famigliari non possono dunque programmare una data, e la salma resta a disposizione delle autorità giudiziarie e degli inquirenti. Arduo speculare in merito, ciò può significare tutto e il contrario di tutto: che il corpo dell’uomo stia offrendo indizi sull’assassino non ancora rivelati dagli investigatori, o che tali indizi manchino e proprio per questo si stia prendendo tempo.

Dagli accertamenti sin qui consolidati è uscita la più plausibile dinamica su cui si sta lavorando: Olivieri potrebbe essere stato attratto nello scantinato con l’inganno, dove l’aggressore l’attendeva in agguato. A causare la morte il trauma cranico provocato dai colpi inferti al capo con un oggetto contundente – che non è sin qui stato rinvenuto: l’assassino ha poi anche strangolato la vittima con tre fascette da elettricista legate insieme in un unico letale cappio, ma Olivieri a quel punto aveva già smesso di respirare. Un delitto che sarebbe dunque stato premeditato ed anche compiuto con una certa fredda lucidità: Olivieri era un uomo fisicamente prestante e che, se fosse riuscito a reagire, avrebbe potuto essere in grado di sopraffare il suo aggressore. Ma, come del resto evidenzia il lauto uso di forme condizionali a cui siamo tenuti, per il momento non sono ancora emersi elementi sufficienti ad uscire dal reame delle ipotesi.