Il Levante ha perso il suo re, il famoso nonno Bruno Minardi che ha insegnato alle nuove generazioni il genovese.  E’ morto ieri (7 giugno) in casa, all’età di 87 anni il nonno che faceva commuovere i divertire gli alunni di tutta la zona. Lascia il figlio Maurizio con Elisabetta, i nipoti Giulia e Andrea con Laura, Evelina con Bruno, Roberto con Roberta e Mattia, i parenti e gli amici di una vita. Il funerale si svolgerà domani alle 10 nella chiesa di Avegno. Il rosario verrà celebrato questa sera alle 19.30. Niente fiori ma eventuali offerte all’Istituto Gaslini.

Il Levante perde il re del genovese, Bruno Minardi

In una vecchia intervista al Nuovo Levante, sempre attento alle sue iniziative, aveva raccontato così una parte della sua vita. Bruno Minardi aveva una missione, quella di non far morire una lingua fatta di tradizione e sacrificio.

«Sono nato a Genova nel centro storico  ma frequento il paese dal lontano 1973, ormai mi considero un avegnino doc». Minardi ha cominciato a lavorare che aveva 14 anni recapitando telegrammi per conto dell’Italcable, in seguito è stato assorbito dalla Sip.«Nel 1980 ho raggiunto l’età per l’agognata pensione – continua – e mi sono dedicato anima e corpo alle mie grandi passioni: poesia e genovese». Incurante del freddo e della pioggia alle sei del mattino è facile incontrarlo in stazione a Recco dove aspetta il treno per recarsi nelle varie scuole del Tigullio dove insegna la lingua madre. «Oltre il genovese antico racconto ai ragazzi antiche usanze di quando eravamo decisamente più poveri di adesso, ma forse più felici».