A causa delle elezioni politiche il consueto appuntamento delle Paie è stato posticipato a sabato 17 marzo. Un peccato, in vista della consultazione elettorale spesso si “inventano” commemorazioni di dubbio gusto, nel nostro caso invece si sceglie di rimandare un evento che non avrebbe disturbato e offeso nessuno. Il “politicamente corretto” viene usato quando se ne potrebbe fare a meno.

I fatti: 2 marzo 1945

Era il 2 marzo 1945 quando all’imbrunire giunse a Calvari, proveniente dalle carceri di Chiavari, un camion della Rsi. Armi in pugno gli alpini della Monterosa accompagnarono, nel bosco delle Paie, per l’ultimo viaggio, dieci prigionieri: otto partigiani della brigata Berto, Rinaldo Simonetti  detto “Cucciolo”, Dino Bertetta detto “Ancora”, Dino Berisso detto “Sergio”, Domenico Lacopo detto “Scala”, Romeo Nassano detto “Guido”, Sergio Piombelli detto “Fiore”, Quinto Persico detto  “Tigre”, Carlo Semide detto  “Pippo”,  il combattente della brigata Coduri, Cesare Talassano detto  “Ce’” e il prigioniero Paolo Motta.

Da lì a poco, cinque alla volta, vennero fucilati. Alcuni alpini, non certo fascisti convinti, ma ragazzi che cercavano solo di salvare la pelle, spararono in alto. Questo non bastò, dieci cadaveri rimasero stesi a terra. Una rappresaglia, la famoso regola del: “un morto dieci fucilati”. I nazifascisti ritevano che si trattasse l’unico deterrente onde evitare attentati ed agguati alle proprie truppe ormai destinate alla sconfitta, ma forse per questo ancora più crudeli.

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Pochi sere prima a Calvari, in un agguato, era stato ucciso l’attendente di un ufficiale delle Monterosa. In mano non aveva una pistola, ma semplicemente un libro che per ordine del suo superiore portava ad una donna residente in paese. Un gesto stupido, inutile, che, inesorabilmente, fece scattare la rappresaglia.

La cerimonia sabato 17 marzo alle 10.30

La cerimonia organizzata dal Comitato Permanente della Resistenza della Provincia di Genova,  si terrà sabato 17 marzo alle 10.30. Oratore ufficiale, Guido Levi del Comitato di Presidenza dell’Istituto Ligure della Resistenza, dopo il saluto del sindaco Giovanni Solari.