Il 31 ottobre 2013 a Bargagli era morto un bambino di 30 mesi, Mirò, dopo aver ingerito del metadone. Per quella vicenda la madre ed il suo compagno, che ora vivono a Rapallo, erano stati condannati il 6 aprile di un anno fa dalla Corte d’assise di Genova per il reato di omicidio preterintenzionale a 9 anni e 2 mesi ciascuno.

Derubricato il reato da omicidio preterintenzionale a omicidio colposo, la coppia condannata a 3 anni e 4 mesi

Secondo l’accusa, i due avrebbero somministrato il metadone al piccolo per farlo stare buono. La madre aveva poi avvertito il 118 vedendo il bambino stare male, ma purtroppo all’arrivo dei medici non c’era già più nulla da fare. La coppia si è sempre difesa sostenendo che il piccolo stava male già dalla sera precedente. Ma ieri la Corte d’assise d’appello ha accolto l’ipotesi di concordato fissata dal difensore della madre e del suo compagno e dalla procura generale, derubricando il reato da omicidio preterintenzionale a omicidio colposo e condannando i due a 3 anni e 4 mesi. A darne notizia l’edizione odierna de Il Secolo XIX. Una soluzione che potrebbe evitar loro il carcere. Sotto i quattro anni, infatti, è possibile chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Fra quindici giorni verranno pubblicate le motivazioni di questa scelta e si saprà che cosa ha convinto i giudici.