Il nostro entroterra possiede delle ricchezze che molti ignorano. Borzonasca possiede un’opera di valore inestimabile. Il volto megalitico di Zolezzi più comunemente noto come Volto di Borzone è un’antica scultura rupestre situata presso il borgo di Zolezzi, in località Rocche di Borzone.

Nuove ipotesi sul volto megalitico

Scoperto da Armando Giuliani, assessore del Comune di Borzonasca, durante un sopralluogo del Comune per la costruzione della strada carrozzabile nel 1965, con i suoi 7 metri d’altezza è considerato la scultura rupestre più grande d’Italia e d’Europa e probabilmente la più grande del Mondo. La leggenda vuole che, una volta all’anno, gli abitanti della valle si radunassero davanti alla grande scultura per ringraziare la Divinità.
Quando i frati si allontanarono dal monastero, anche questa tradizione dei valligiani decadde, e la gigantesca scultura venne inghiottita dalla vegetazione e dimenticata”. (da “Favola itinerante dell’uomo dell’Età della pietra in Liguria”, P.Gaietto,Genova 1976).
Questa settimana l’architetto di Parma Andrea Pacciani attraverso suoi recenti studi, fornisce nuove ipotesi su quella che potrebbe essere l’origine del volto di Borzone.
Infatti, secondo lo stesso, le sue origini non sarebbero da cercare nel periodo Paleolitico in quanto i tratti del volto della roccia hanno lineamenti troppo ben “figurativi” ma potrebbe essere un’opera del 1600 nata dalla mano di un artista genovese di nome Francesco Borzone? O fu proprio lui il primo a scoprire l’esistenza del Volto e la sua imponenza ne influenzò la sua vita artistica?
«In attesa che tutto ciò venga studiato a fondo da esperti, resta il mistero ad avvolgere la realizzazione e il significato della scultura, che sembra vigilare dall’alto sulla vallata del Penna e sulle antiche vie di comunicazione che collegavano il Tigullio alla Pianura Padana», ha dichiarato il geometra Stefano Botto.