La parola «fine» per quanto riguarda la battaglia dei terreni a Rezzoaglio è stata scritta, precisamente il 30 marzo. I proprietari però, l’hanno letto ufficialmente sull’albo pretorio domenica 29 aprile.

Terreni, la vittoria dei proprietari di Rezzoaglio

Facciamo un passo indietro e ricapitoliamo tutta la storia. Era settembre 2017 quando il consiglio comunale approvava il Regolamento per gli usi civici, ad ottobre il sindaco ingegnere insieme all’assessore ai lavori pubblici, approvava l’affidamento in concessione dei terreni comunali gravati da uso civico. Purtroppo in quell’elenco erano finiti anche i terreni di proprietà dei vari paesi. A poco sono servite le proteste dei legittimi proprietari. Il Comune voleva parlare con dei referenti frazionali e visionare la documentazione. Detto fatto. Nominati i referenti che prontamente hanno prodotto la documentazione necessaria. Sentenze, anni di battaglie di legali per sancire la proprietà dei terreni «sotto processo».

Ma ancora non bastava per il Comune di Rezzoaglio. A rispondere ai referenti la sola segretaria comunale che ha paventato l’ipotesi di avvalersi di un perito per esaminare la copiosa documentazione prodotta. Ovviamente il perito non è stato interrogato, il consigliere di minoranza Benzoni aveva posto l’accento su un aspetto fondamentale: «Perchè spendere inutilmente altri soldi e tempo?». Le tasche dei cittadini non sono state toccate, ma il tempo speso a cercare, indagare, fotocopiare e presentare… quello indietro non torna. Il mese scorso i referenti delle frazioni erano pronti a mandare un’altra lettera, non avendo ricevuto nessuna risposta, nè tempestiva nè tardiva, per annunciare la decisione di intraprendere vie legali. Fortunatamente quella lettera non è servita, la delibera è stata annullata. Dopo giorni di ossessivo controllo dell’albo pretorio online, finalmente l’annullamento è stato pubblicato.

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«Preso atto, da ultimo, della documentazione Prot. N. 295 del 29.01.2018 nella quale si individua una sentenza del 07.09.1960 del Commissariato per la liquidazione degli usi civici del Piemonte e per la Liguria, nella quale viene sancito, “l’inesistenza di usi civici sul Bosco “Grosso”, detto anche
“Fontana… (…”), precisando che “non fa parte del Demanio Comunale nè di quello frazionale di Villanoce, Cerisola e Villa Rocca, ma appartiene in proprietà a privati cittadini di cognome Fontana ed altri”.
«Preso atto che la deliberazione assunta dalla Giunta Comunale è in contrasto con quanto riportato nella succitata sentenza e pertanto viziata ab inizio per vizio di leggittimità», si legge in questa delibera, anche questa redatta solamente da sindaco Mareschi e assessore Fontana, si dispone l’annullamento. Gli altri motivi vengono ricapitolati nella delibera che qualcuno ha già prontamente affisso nelle bacheche reali dei paesi. Se questa fosse una partita di calcio potremmo dire: Abitanti 1, Giunta 0.