Il Comune di Chiavari, nei tavoli di confronto con gli animalisti per la stesura del nuovo Regolamento per la tutela degli animali d’affezione, ha dichiarato l’intenzione di dimezzare la presenza di circhi, poiché questi «spesso maltrattano gli animali». Un’affermazione – seppur forse involontariamente – forte, che non ha mancato di suscitare reazioni anche sul “fronte opposto” delle barricate.

«I circhi spesso maltrattano gli animali»: i circensi rigettano con forza l’accusa del Comune di Chiavari

Già il confronto fra Comune di Chiavari ed (alcune) associazioni animaliste è stato teso e difficile nella ricerca di un consenso condiviso sul testo definitivo per il nuovo Regolamento per la tutela degli animali d’affezione, ma ora per l’Amministrazione chiavarese si apre un nuovo fronte: quello circense. Tra gli accordi e le intenzioni emerse durante i tavoli di incontro delle scorse settimane, infatti, vi è stata anche la decisione di «dimezzare la presenza annuale in città di circhi in cui vengono utilizzati, e spesso maltrattati, gli animali»: così per lo meno riassumeva il tutto la nota stampa rilasciata dal comune il 12 aprile scorso.

Uno dei leoni accuditi dal Circo “La Favola Siamo Noi”

Comprensibile e non sorprendente dunque l’intervento nel merito del mondo circense, che di fronte ad accuse così gravi ma non circostanziate, genericamente lanciate all’intera categoria, non può che replicare. Una risposta arriva infatti da Mirella Valerio del Circo “La Favola Siamo Noi”, che collabora col Circo Martin ed in passato è stato in tour anche proprio nel Levante. Una realtà, quella dei circensi, che – opinioni nel merito a parte – certo non ha la capillarità di presenza sul territorio – e conseguente cassa di risonanza mediatica e posto al tavolo delle discussioni “istituzionali” – di quella animalista.

Mirella Valerio: «Ci si accanisce contro la nostra categoria senza darci possibilità di difesa, ma la realtà è diversa»

In qualità di circensi, ci sentiamo profondamente rammaricati nel constatare il dilagare dell’ignoranza verso il nostro settore. Ignoranza per lo più causata dall’odio nei nostri confronti espresso dalle varie associazioni animaliste che hanno “condizionato” l’opinione pubblica con una campagna di odio e diffamazione nei nostri confronti.
L’ignoranza nei confronti del nostro settore crea ogni giorno di più discriminazione verso una categoria di lavoratori, la nostra. E che numerose volte è sfociata in atti vandalici e criminali nei nostri confronti o nei confronti delle nostre strutture o, peggio ancora, nei confronti dei nostri animali, a cui vogliamo un grande bene, da loro ricambiato.

Sottolineiamo che non è la supponenza con la quale è stato detto che “spesso maltrattiamo” i nostri animali a ferirci di più, perché, anche se cosa estremamente grave e diffamante, ormai è diventata per le nostre orecchie come il rumore di un disco rotto, ma il non volersi informare, il non voler ascoltare, l’accanirsi per moda contro la nostra categoria, senza darci la possibilità di difenderci, di controbattere.

Invitiamo inoltre a coinvolgere di più gli scienziati esperti di benessere animale per le stesure dei “Regolamenti per la tutela degli animali d’affezione”, trattasi infatti di una scienza.
Si potrebbe anche coinvolgere maggiormente i veterinari esperti di vari settori, per esempio per cani e gatti i veterinari che si occupano di piccoli animali e per il circo i veterinari che si occupano di esotici, iscritti all’albo ENC. Il rischio di seguire le ideologie e non l’oggettività e la competenza dei professionisti nel loro ambito rischia di fare piu’ male che bene agli animali.

Chiediamo per cui un confronto con il Comune per poter difendere il nostro lavoro e per raccontare la realtà del circo e gli importanti elementi normativi che regolano il benessere animale, inoltre invitiamo tutte le associazioni animaliste e i rappresentanti del comune al nostro circo a costatare lo stato di salute dei nostri animali.

Mirella Valerio
Circo “La Favola Siamo Noi”

Le immagini del Circo

Il piccolo canguro nato al Circo “La Favola Siamo Noi”, che oggi ha per la prima volta fatto capolino dal marsupio della madre

Cosa avvenga veramente dietro i “tendoni” del circo, di uno solo o di tutti, non sta certo a noi stabilirlo. Né, invero, a un Comune: in caso di irregolarità starebbe alla magistratura. Certo, le belle immagini inviateci dalla signora Valerio – fra cui persino un video che ritrae la sua nipotina di tre mesi assieme a due coetanei cuccioli di leone nati proprio al circo – non possono da sé attestare la realtà, tutta la realtà. Spesso la verità sta nel mezzo, e negli scontri ideologici ciascuna parte mette in evidenza solo ciò che più le conviene. Quello che è indubbio è che queste immagini non paiono in nulla diverse da quelle che potrebbe diffondere una qualsiasi associazione animalista per promuovere il rispetto degli animali. Così come la foto di un piccolo canguro appena nato, scattata proprio oggi, sottolinea un ruolo che anche i circhi, in maniera non dissimile agli zoo, possono avere nella conservazione delle specie: «È il primo canguro che nasce al circo», spiega Mirella Valerio.
Se ciò sia giusto o meno è libera e legittima opinione di ciascuno: accusare di reati no. Se infondate, infatti, tali accuse l’ordinamento le definisce calunnie.