Scoppia un mezzo putiferio in vallata nei confronti del monaco che promuoveva la sua comunità: ma si tratterebbe di una «fake news» di paese.

«Attenti al monaco»… ma anche no

Dai tempi dell’eresia valdese di Favale sono passati oltre 150 anni, ma sotto certi aspetti in Fontanabuona sembra non sia cambiato nulla. E’ bastato che un monaco della comunità Sri Prabhupada Dhama di località Garbarini a Tribogna andasse in giro per la vallata, promuovendo il movimento attraverso un volumetto, per scatenare il putiferio. Qualcuno ha chiesto persino l’intervento dei carabinieri. Sarà alto due metri, sarà pure di colore, ma come dicono nella comunità si tratta di un “angelo”. Invece di stigmatizzarne il comportamento sarebbe opportuno prenderli ad esempio. Hanno acquistato una casa a Garbarini, ristrutturata con fatica pulendo l’area circostante. Nella proprietà sono già presenti numerosi alveari e quanto prima arriveranno le mucche. Intendono lavorare la terra, puntano all’autosufficienza e sono vegetariani.

I membri della comunità buddhista di Tribogna

Prima di trasferirsi a Tribogna erano a Genova, in Val Bisagno, dove la loro opera è stata apprezzata da tutti a cominciare dalle istituzioni e dall’indimenticabile don Andrea Gallo con il quale avevano in serbo diversi progetti. Come don Gallo si occupano degli ultimi. Meritano di essere ascoltati, accolti, hanno regole più ferree delle nostre. Mettono al bando droghe, alcool e non praticano gioco d’azzardo.

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Il primo a comprendere che non rappresentano un pericolo è stato il parroco di Tribogna don Giancarlo Danami. L’obiettivo deve essere sempre quello di confrontarsi con gli altri, un modo che aiuta tutti a crescere. Non temiamo “l’uomo nero” alto due metri, forse, potrebbe esserci solo da imparare. Per chi volesse saperne di più da non perdere non la possibilità di recarsi ogni domenica, alle 17, nella fattoria degli Hare Krishna in località Garbarini troverete yoga, filosofia, canti, cerimonie e cibo vegetariano. Andate tranquilli non c’è nulla da temere.