“Parlare, spiegarsi e darsi la mano per ripartire ancora più uniti. Tutto con grande semplicità. All’Entella si fa così”. Questo l’intento della serata che si è svolta ieri sera alla Colmata di Chiavari. Il presidente dell’Entella, Antonio Gozzi ha voluto incontrare i tifosi biancocelesti e ringraziarli per l’attaccamento dimostrato in una stagione da dimenticare.

L’aperitivo della discordia alla Colmata

Quando l’invito è arrivato a club e a tifosi “sciolti” non sono mancate le polemiche. L’Asso di Picche, per esempio, ha deciso di non partecipare e come loro anche altri sostenitori che hanno declinato l’invito, in fondo non c’è nulla da festeggiare in una retrocessione. Ecco perchè Gozzi ha esordito che quella di ieri non era una bicchierata o un festeggiamento. Al Del Duca, Ascoli, non ha potuto salutare i sostenitori e ha voluto farlo nella sua Chiavari. “Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi” spiega riferendosi all’ultima partita.  Niente da rimproverare soprattutto ai tifosi che si sono fatti onore “contro” gli undicimila ascolani e i sostenitori, loro si che ci hanno messo il cuore.

Gozzi: “Siamo più forti che mai”

Gozzi ha ribadito che non ha nessuna intenzione di mollare l’Entella dopo la retrocessione: “Ci metterò il doppio di forza e concentrazione per cercare di fare una squadra competitiva”. L’esempio? Fare come il Cittadella che dopo anni in  B è sceso in C  e l’anno dopo è risalita: “Non so se ce la faremo ma questo è l’obiettivo. Ci siamo, più forti che mai”.

Sul bilancio della stagione Gozzi sottolinea la sfortuna che ha accompagnato l’Entella durante l’anno, ma questo non può essere un alibi, gli errori sono stati tanti troppi.  Nelle scorse stagioni tanti meriti, tra cui quello di aver preso Caputo: “Era una situazione particolare, lui scappava da una grande piazza e voleva tranquillità”.

Gli errori di Gozzi

Ora l’Entella deve trovare giocatori attaccati alla maglia, al di là della piazza: “Chiavari non è una grande piazza”. Quest’anno una delle frasi più ricorrenti dei tifosi era “Si sta bene qui in vacanza”.

Gozzi si è anche assunto la responsabilità degli errori commessi a partire dai continui cambi di allenatore. “Non sono stato paziente” e Breda è stato silurato senza se e senza ma a tre giornate dalla fine per lasciare il posto a mister Castorina, l’autore del miracolo Primavera Entella per poi togliergli la panchina l’anno dopo. Gozzi ha agito d’impulso e  ha sbagliato, rinunciando a un allenatore e bruciandone un altro. Su Aglietti si sorvola, forse è una delle ferite che brucia di più. Secondo errore che Gozzi si attribuisce è la partenza di Caputo, terzo aver scelto giocatori sbagliati: “Ho spinto per Eramo, Crimi, De Luca.  Il disastro di quest’anno è che oltre ad essere retrocessi abbiamo speso quanto mai avevamo speso per fare questa squadra”.  E questo era uno sbaglio che lo staff intero avrebbe dovuto evitare.

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Lo staff dell’Entella, Gozzi irremovibile

L’ultimo punto che ha sottolineato Gozzi è quello che crea la discordia più grande: lo staff. Nei giorni scorsi su facebook e per strada i tifosi dell’Entella hanno chiesto ripetutamente le teste dei dirigenti, ma su questo Gozzi è irremovibile: ” La cosa di cui sono più orgoglioso è il mio staff. Sono persone competenti hanno portato l’Entella in serie B. Ho creato un gruppo dirigente di persone oneste. Chi conosce il mondo del calcio lo sa, spesso ci si imbatte in direttori che trafficano” e Gozzi non vuole correre questo rischio. Quei “ragazzi” come li chiama il Pres, Matteazzi, Superbi, Volpe, Rosso e gli altri, hanno con lui “un patto di sangue”. Il presidente ha poi snocciolato le situazioni delle squadre in difficoltà che militano in Serie B, citando anche il caso del Foggia.

Il prossimo campionato

Scettici, ottimisti o speranzosi i tifosi anche questa volta si sono divisi e a volte confrontanti. Sicuramente l’anno prossimo sarà un campionato durissimo e a parlare saranno i valori del campo, niente scuse, basta errori.