«L’acqua potabile di Sestri Levante rispetta le norme di legge», ribadisce il Comune: ma la polemica continua.

Acqua di Sestri, concentrazioni di cromo nelle falde sotterranee: inquinamento umano o valori naturali di fondo?

Nel convegno tenutosi ieri sera al Grande Albergo di Sestri Levante il geologo Gian Paolo Chella torna a insistere sui rischi dati dalle concentrazioni di cromo nelle falde acquifere sotterranee della città: «Non è vero che va tutto bene». Scontro in particolare – seppure non proprio frontale – sull’origine delle concentrazioni di cromo, che per Chella e gli altri relatori intervenuti ieri sera potrebbero avere concause antropiche: insomma, inquinamento da attività umane e non, come ritenuto da Arpal una presenza naturale di fondo.

Ma il Sindaco Valentina Ghio proprio ieri è tornata a ribadire che l’acqua potabile sestrese è sicura, come attestato dall’Asl 4. «ASL 4 monitora le acque potabili che servono i cittadini del Tigullio e anche della Val Petronio: le acque sono sempre state a norma e con valori nei limiti di Legge. I dati e la nota ASL pubblicati integralmente sul sito del Comune confermano che le acque potabili analizzate dal 2012 ad oggi sono conformi alla Legge».

Nel 2019 entreranno in vigore nuove normative, più restrittive, sui limiti di sicurezza della presenza di cromo nelle acque, e in tal senso si sta lavorando per adeguare gli impianti, ha spiegato il Comune in una nota stampa, ma «a oggi tutte le acque potabili di Sestri Levante rispettano il limite normativo vigente», si ribadisce.

Per quanto riguarda le acque sotterranee, quelle monitorate da Arpal a fini ambientali, «secondo il monitoraggio delle acque sotterranee eseguito da Arpal, le cause delle concentrazioni di cromo esavalente rilevate nelle acque sotterranee del Gromolo-Petronio non sono imputabili a fenomeni antropici, ovvero alla presenza di fattori inquinanti dovuti ad attività umane, ma alla conformazione geologica naturale del territorio, cosi come già indicato nel Piano di tutela delle acque della Regione Liguria».
Nella nota Arpal del 9 aprile si registrava una concentrazione in un punto di campionamento di 9,8 microgrammi/litro, valore rilevato ad agosto 2017: il valore di soglia a fini ambientali sarebbe di 5 microgrammi, quindi un’anomalia c’è, ma si resta ben al di sotto della soglia attuale a fini sanitari, che di ben 50 microgrammi. «Il valore rimane sempre abbondantemente inferiore a quello previsto dalla normativa dell’acqua potabile, confermando i valori di sicurezza di ASL4».

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Insomma, no agli allarmismi, pericoli per la salute non ve ne sono, ma gli ulteriori accertamenti auspicati da Chella non sembrano dunque pretestuosi: che si tratti di valori di naturali di fondo, come ipotizzato da Arpal, è possibile e plausibile, ma la possibilità che siano un segnale, un campanello d’allarme, di inquinamento di origine umana non si può del tutto escludere e si tratta di un’ipotesi che può meritare un’indagine specifica. Non per ovviare a pericoli imminenti per la salute dunque, questo il Comune di Sestri lo è tornato a chiarire con fermezza, ma per prevenire ulteriori possibili problemi in futuro in caso davvero vi possa essere un problema specifico risolvibile. E sennò, per lo meno, per chiudere una volta per tutte le polemiche che inevitabilmente si prestano a strumentalizzazioni, soprattutto in periodo di campagna elettorale.