Frana sull’azienda Iml di Casarza, una tragedia sfiorata: ma non sarà  l’ultimo episodio che coinvolgerà una realtà produttiva ed i lavoratori. E’ quanto sostengono Domenico Delfavero (Cgil),  Andrea Sanguineti (Cisl) e Nadia Maggiani (Uil).

“Fummo facili profeti: la tragedia sfiorata a Casarza non sarà l’unica”

“L’11 maggio 2015 pubblicammo un documento insieme a Confindustria sulle scelte urgenti del Tigullio – scrivono – il 5 ottobre seguì un incontro con tutti i sindaci presso la Società Economica di Chiavari dal titolo ‘Il Territorio del Levante non può attendere’. Tra i temi trattati al primo posto vi era il dissesto idrogeologico del territorio, la conseguente pericolosità per la popolazione e gli insediamenti produttivi e al secondo le infrastrutture e lo stato di abbandono della rete stradale. Fummo facili profeti perché in questi anni abbiamo assistito a un susseguirsi continuo e inesorabile di frane sulle reti viarie, paesi isolati e la tragedia sfiorata presso l’azienda Iml di Casarza Ligure di sabato 13 aprile è facile prevedere non sarà certamente l’ultimo episodio che coinvolgerà una realtà produttiva ed i lavoratori”.

La situazione dal 2015 ad oggi non è sostanzialmente migliorata

La situazione dal 2015 ad oggi non è sostanzialmente migliorata, sostengono i sindacati: “Anzi per quanto riguarda le infrastrutture, c’è un totale immobilismo – sostengono Delfavero, Sanguineti e Maggiani – nulla sul prolungamento di viale Kasman a Chiavari, nulla sullo svincolo autostradale di Lavagna, nulla sul tunnel della Val Fontanabuona. Sulla rete viaria non si interviene per problemi di competenze e di risorse, l’esempio dell’interruzione della viabilità in valle Cichero è l’emblema di un territorio abbandonato a se stesso”.

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Risorse insufficienti

“In questi anni lo abbiamo sottolineato più volte, purtroppo inutilmente – lamentano – le risorse messe a disposizione dalla Regione e dal fondo sociale europeo in tema di prevenzione e cura del territorio sono insufficienti.  Il patto firmato dal governo e dalla Città Metropolitana nel 2016 ha assegnato risorse per oltre 500 milioni ma praticamente alla sola città di Genova (interventi modesti su Chiavari, Santa Margherita e Rapallo).  Il bando sul Fondo Sociale europeo promosso dalla Regione Liguria sulla prevenzione dei rischi alluvionali non ha risposto alle esigenze delle aziende del nostro territorio”.

“Serve un impegno forte determinato e unitario di tutte le istituzioni locali”

E arriva un sollecito: “Occorre un impegno forte determinato e unitario di tutte le istituzioni locali, associazioni di categoria, forze sociali per chiedere interventi mirati e più risorse per potenziare e migliorare le infrastrutture e mettere in sicurezza il territorio e salvaguardare cittadini, lavoratori, imprese”.