Lo proporrà ai suoi fedeli, e lancia l’idea sui social, il parroco genovese don Valentino Porcile: chi lo seguirà?

Quaresima di digiuno: da Whatsapp

Don Valentino Porcile

L’astinenza dalle carni? «Troppo facile, ragazzi». A sostenerlo, e a lanciare proprio sui social – sul suo profilo Facebook – l’idea è don Valentino Porcile, parroco genovese alla chiesa della Santissima Annunziata di Sturla. Questo “digiuno” lo proporrà in questa Quaresima ai ragazzi e genitori domenica prossima, «a tutti, a me stesso per primo».

La proposta simbolica è semplice: «Spegnere Whatsapp almeno un po’, ogni giorno». Rinunciare a qualche ora di questa «dipendenza dalla comunicazione virtuale» per «divertirsi dello smarrimento che ne consegue», ma, soprattutto, per occupare quel tempo «con relazioni vere, autentiche, non finte e virtuali». Si tratterebbe di un paio d’ore per chiacchierare, «per guardarsi negli occhi o, semplicemente, per tornare a parlarsi o ancora ritrovare tempo da dedicare a chi è meno fortunato di noi».

Una sfida, quella lanciata da don Valentino, che non ha il tono della “crociata” nei confronti di una tecnologia o una modernità non comprese da antiche od arretrate istituzioni clericali – anzi, don Valentino è un prete giovanile e che dimostra dimestichezza con esse – ma che ben comprende cosa possa essere una vera rinuncia, un vero sacrificio, al giorno d’oggi, e dunque è in cerca di un atto che abbia davvero il significato che la ricorrenza si prefigge di ricordare. Un “digiuno” non dal cibo ma da quello che ormai è un rituale inconscio, e in quanto tale, a volerla dir tutta, dunque forse persino un po’ idolatra alla luce del catechismo. Del resto lo stesso sacerdote, con una strizzata d’occhio, fa proprio il paragone fra le parabole religiose: «Mi piace molto l’idea di vedere Gesù che mi prende l’iPhone, me lo butta nel lago di Tiberiade, e mi dice: “Lascia le tue reti wireless, e seguimi”». E a don Valentino, chi lo seguirà?