Cinghiali e terreni incolti, situazione irrisolta dopo un anno. I proprietari devono pulire i terreni. Prosegue la battaglia di Cesare Macciò (Uniti per Zoagli), che più volte ha portato in consiglio comunale il problema: dove ci sono terreni incolti, proliferano i cinghiali che spesso finiscono in strada e rappresentano un pericolo, soprattutto nelle ore notturne. Ma allo stesso tempo, nelle stesse zone, permane il rischio di incendi.

I cinghiali continuano a tormentare Zoagli

L’argomento cinghiali era stato sollevato a maggio 2017, con un’interrogazione dal consigliere, per l’emergenza sul territorio. I cittadini sono ancora preoccupati della fortissima presenza sul territorio di questi animali, che non temendo più l’uomo, si avvicinano senza timore, provocano danni alle colture e ai giardini. L’abbattimento selettivo non è stato efficace, quindi l’opposizione ritiene necessario eliminare le zone di sosta e di riproduzione. Sono, infatti, moltissime quelle incolte vicine all’abitato, rifugio per gli ungulati. L’opposizione propose al consiglio di votare un regolamento, come quello del Comune di Pieve Ligure, ritenuto molto completo. Si chiese il voto del parlamentino, per obbligare la giunta ad approvare un regolamento come quello di Pieve, prevedendo eventualmente modifiche, per adattarlo alla situazione del borgo e, vista l’emergenza, emanato in un tempo massimo di 30 giorni. Il sindaco emise un’ordinanza il 22 giugno 2017, che impone ai privati la pulizia dei terreni. L’ordinanza prevede anche l’istituzione di un’area cautelare attorno all’animale, per una: “soluzione rapida della criticità”. Sono state spedite 50 lettere di richiamo, ma, per Macciò, le ordinanze devono essere selettive: «Ci sono zone più a rischio di altre – spiega –  e quelle lettere non bastano: bisogna indicare le zone precise e scrivere ai proprietari di quelle maggiormente a rischio e più in disordine».