Dal palco delle Clarisse, in diretta tv, uno “show” sui lavori pubblici rapallesi che riguarderanno la messa in sicurezza del torrente San Francesco.

I lavori pubblici, i cantieri e la sicurezza idrogeologica si trasformano in spettacolo

«La sicurezza non paga in termini elettorali, da quel punto di vista sono meglio le piazze, ma paga sicuramente nei termini di un tranquillo domani per tutti noi». Parole consegnate da Giacomo Giampedrone a Carlo Bagnasco, insieme all’ufficializzazione del cofinanziamento regionale per la copertura del San Francesco, l’opera protagonista del maxi show sui lavori pubblici trasmesso in diretta tv dal palco delle Clarisse. Una spettacolarizzazione inusuale. Se vogliamo, un abile tentativo di trasformare in consenso persino gli innumerevoli disagi che, gioco forza, i cittadini dovranno subire nei prossimi due anni.

«Gli italiani sono fatti così. Dopo una partita sono tutti allenatori, dopo un’alluvione tutti geologi e periti idraulici» ha evidenziato la conduttrice Paola Servente, lanciando un assist al primo cittadino: «Una serata all’insegna di informazione e trasparenza per capire insieme ai tecnici che cosa ci aspetta e quali saranno i benefici a lungo termine».

Nonostante la scaletta, potenzialmente tediosa, l’incontro è scivolato in un battibaleno. Efficaci persino gli interventi dei tecnici: da Luca Berruti al professore universitario Giorgio Boni che ha sintetizzato i processi di urbanizzazione nel corso dei secoli e i relativi errori, per dar spazio all’ingegner Pietro Misurale e Roberto Vallarino, intervenuti sugli aspetti tecnici del cantiere del primo stralcio che dovrebbe aprire i battenti a febbraio 2018. L’opera verrà realizzata con tecniche impiegate per i grandi ponti. Una necessità, vista la presenza di vincoli strutturali da mantenere nell’area di cantiere, in grado di ridurre anche i tempi di costruzione.

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«Le componenti verranno realizzate altrove e trasportate di notte. Di giorno avverrà la messa in opera di travi da 25 metri, come un palazzo di 8 piani». Il primo stralcio dell’opera, che va dalla foce all’inizio dell’area di sosta a pagamento, dovrà concludersi entro fine 2018. «Sarà suddiviso in una prima fase (di circa 5 mesi) in cui la viabilità verrà deviata su corso Assereto, lasciando chiuso il lungomare», ha spiegato l’assessore Arduino Maini. Nella seconda fase (di pari durata) la viabilità sarà invertita. Insieme alla copertura saranno coordinati i sottoservizi di acqua, luce, gas e tubazione del depuratore che troveranno una propria corsia. «Con l’occasione stiamo anche eseguendo video ispezioni della rete bianca per risolvere ostruzioni e problemi che possono determinare allagamenti». Nel 2019 via al secondo stralcio e al completamento del nuovo depuratore. «È una scommessa vinta, grazie anche alla serietà dei miei predecessori – ha concluso Bagnasco – Il 2018 sarà un anno che Rapallo ricorderà per sempre». E così, vista l’eliminazione dell’Italia dai mondiali, sui ribaditi maxischermi si seguiranno almeno i cantieri.