Si rivedranno lunedì prossimo i proprietari dell’azienda IML, specializzata in raccordi metallici, su cui si è abbattuta una frana la scorsa settimana che ha costretto la fabbrica alla chiusura, insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, ai sindacati, ai tecnici e ai geologici regionali. Un sopralluogo, quello di quest’oggi, a cui era presente anche il consigliere regionale Claudio Muzio e il vicesindaco di Casarza, Maurizio Miglietta per la verifica della situazione di emergenza derivante da un fronte di frana che arriva da un terreno privato e che è più difficile da gestire, soprattutto per il danno causato ad un ‘azienda.

Giampedrone alla frana di Casarza, nuovo sopralluogo lunedì

Se l’obiettivo evidenziato da Regione Liguria è infatti quello di garantire l’incolumità delle persone, dall’altro è stata evidenziata la necessità di dare avvio a tutti gli atti amministrativi e tecnici per consentire di risolvere il problema dell’inagibilità di una parte delle aree.

“Stiamo ragionano anche con i geologici per dare vita ad un’attività di monitoraggio e verifica dello stato del fronte di frana e del versante per capire gli eventuali rischi per l’ azienda – ha ribadito l’assessore Giampedrone – sia rispetto a quanto già accaduto, sia rispetto ad un’eventuale ripresa dell’attività produttiva che si auspica avvenga nel più breve tempo possibile”.  Già da oggi Regione Liguria ha dato la sua totale disponibilità per affiancare l’azienda nella fase di adempimenti tecnici che potranno consentire la riorganizzazione di una  parte dell’azienda per far partire gli ordini pronti. “Ci diamo una settimana da oggi, insieme all’amministrazione comunale di Casarza – ha aggiunto Giampedrone – per fare un giro di approfondimenti tecnici e di tutti i settori che hanno un coinvolgimento”.

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Partirà poi un’interlocuzione della Regione con le finanziarie regionali che possono dare un supporto economico per capire, una volta eliminato il fronte emergenziale, come aiutare l’azienda dal punto di vita finanziario. Tenendo conto dell’alto numero dei lavoratori  impiegati: 130 persone tra diretti e indiretti.

Lunedì 23 aprile si avrà dunque una prima risposta alle valutazioni degli enti pubblici per la richiesta di svincolo di una parte dell’area e si conosceranno i primi risultati del monitoraggio anche di tipo geologico, per capire se l’azienda può ottemperare agli ordini già pronti e consentire così il mantenimento di una linea di carattere imprenditoriale e quella continuità aziendale manifestata dalla stessa proprietà