A ribadire i pericoli nella Collina delle Grazie e a chiedere interventi urgenti è il professore associato di geologia strutturale al DISTAV dell’Università di Genova, Marco Franco Elter.

Collina delle Grazie, l’intervento di Elter

Dopo la recente frana delle gallerie di Sant’Anna, un’altra area del levante è seriamente a rischio. Si tratta della Collina delle Grazie a Chiavari, che da oltre dieci anni è concreto il rischio di seri smottamenti. A intervenire sull’argomento e a chiedere interventi urgenti il professore chiavarese, Marco Franco Elter. “La frana della Collina delle Grazie è classificata come DGPV4 (Deformazione Gravitativa Profonda di Versante) – dice -. Il numero 4 indica il massimo grado di pericolosità ed è quindi classificata come Zona Rossa”.

Collina delle Grazie, che tipo di corpo franoso è?

“Non è un corpo franoso unico, ma composto da più eventi franosi, alcuni quiescenti, altri attivi. Le rocce che lo costituiscono appartengono alla cosiddetta Unità dell’Antola. Tale unità ha subito nel corso degli anni molti eventi tettonici, che l’hanno piegata e fratturata”. Per Elter il tipo di eventi sono la causa attuale dell’evento franoso. Secondo gli studi fatti dal 2005 gli strati di roccia che si riscontrano tra Chiavari e Nervi sono inclinati.

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Secondo Elter, serve un monitoraggio urgente

“La Collina delle Grazie è caratterizzata da un versante maggiormente fragile rispetto le altre aree”. Quali sono quindi gli interventi da adottare? “Intanto si deve predisporre un progetto di monitoraggio di almeno un anno per definire il quadro di fratturazione, impiegando alcune tecniche per capire lo spessore del corpo franoso, la presenza dell’acqua, la presenza di case o strutture presenti nell’area, l’interazione del moto ondoso, l’erosione del piede della frana e capire se cause esterne amplificano o no il movimento, come il passaggio dei convogli dei treni”.

Costo del monitoraggio poco più di 100 mila euro

Il costo del monitoraggio si aggirerebbe tra i 100 mila e i 120 mila euro. “Una cifra che considerata l’estensione del corpo franoso è abbastanza contenuta, e può essere finanziato attraverso i fondi Regionali del dissesto. Dopo aver raccolto ed elaborato i dati si potrà decidere se predisporre un ulteriore monitoraggio o realizzare uno studio mirato a mitigare il pericolo”.