È difficile trovare parole adatte ad alleviare la sofferenza provata per la morte di un bimbo così dolce e allo stesso tempo così forte come Paolo Canessa, scomparso venerdì 5 gennaio alla tenera età di 8 anni a causa di una crisi cardiorespiratoria che lo ha colpito la sera precedente e che non gli ha lasciato scampo nonostante il pronto intervento dei soccorsi e il conseguente ricovero all’ospedale Gaslini di Genova.

Una piccola vita in salita

Il piccolo Paolo Canessa

Fin dalla nascita il percorso dell’esistenza di Paolo è stato in salita, caratterizzato dalla presenza di una patologia che lo ha messo a dura prova, insieme alla sua famiglia, ma che non è mai riuscita a spegnere il suo splendido sorriso né a distruggere la sua forza d’animo. Ora lui sarà per sempre nel cuore di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo: una grande comunità che lunedì scorso, durante il funerale celebrato da don Danilo Dellepiane presso il santuario di Nostra Signora del Suffragio, si è stretta attorno ai familiari, comprensibilmente distrutti dal dolore per la perdita del loro caro Paolino. Nonostante la malattia, la vita di Paolo, e di chi gli stava intorno, non era affatto grigia bensì piena di colori come i palloncini che, sul sagrato della chiesa, al termine delle esequie, sono stati liberati in cielo: un gesto simbolico davvero commovente, voluto dalla sua mamma e realizzato dai genitori dei suoi compagni di scuola.

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Adesso sono tanti i ricordi che tornano alla mente dei suoi cari: fra questi c’è anche l’incontro con Papa Francesco avvenuto in Vaticano alcuni anni fa. Mamma Giada e papà Mauro hanno rivolto pubblicamente un ringraziamento ai militi della Croce Verde di Recco, sempre al loro fianco all’occorrenza, nonché dolci e sentite parole al loro amato figlio: «Dopo otto anni il nostro angioletto ci ha lasciati, lasciando un vuoto incolmabile. Ora finalmente corri felice a braccia spalancate con il vento tra i capelli. Veglia su di noi che ti abbiamo amato tanto. La tua mamma e il tuo papà».